giovedì 28 aprile 2016

Sulla professionalità e il rispetto dei clienti

Lunedì 25 aprile avevo un tour.
Accompagnavo alla scoperta di monumenti e storia della città un gruppo di simpaticissime signore svizzere, entusiaste e sorridenti nonostante la stanchezza.
Abbiamo chiesto un favore ad un ristorante in cui si trova un'attrattiva molto particolare della città, che i gestori lasciano visitare gratuitamente ai turisti.
Mentre stavamo uscendo si avvicina una collega guida turistica (che personalmente non conosco) con un gruppo di giapponesi.
Chiede alla ragazza al banco del bar se può entrare con loro, anche perché "tanto" dice "sono giusto un gruppetto di papere".

In che senso "papere"?
Me lo sono chiesta anche io.
Stava forse prendendo in giro i giapponesi, il loro modo di porsi o quant'altro? Penso proprio di si.
Stava prendendo in giro i suoi clienti, che, non capendo una parola di italiano, se ne stavano lì ignari. 

E sinceramente mi sono venuti i nervi, perché, insomma, i clienti ci pagano, e anche bene. Sono i clienti che ci fanno arrivare a fine mese.
Non si sputa nel piatto in cui si mangia, si dice.
Uh, lo so, in fondo non ha detto niente di gravissimo, ma l'atteggiamento di fondo non mi è piaciuto granchè.

E inoltre le mie signore, che ho detto essere svizzere, ma erano comunque parlanti italiano, mi chiedono se "papere" nella nostra lingua abbia qualche significato a loro oscuro o sia parte di qualche modo di dire.
Ammetto di essermi arrampicata sugli specchi, molto imbarazzata per la collega, per non lasciar loro intendere niente di offensivo.
Le signore erano persone molto preparate e di certo non stupide.
I loro occhi mi hanno fatto capire che qualcosa l'hanno di certo sospettato.

Spero non abbiano pensato che qui in Sicilia facciamo i soldi con i turisti senza però avere per loro il dovuto rispetto.

Credo che la collega dovrebbe riflettere sul fatto che professionalità vuole anche dire astenersi da frasi imbarazzanti e commenti sui clienti, specie davanti ai clienti degli altri colleghi, fosse anche solo per evitare imbarazzi e problemi.

Il bello del fare la guida turistica non è solo godere costantemente del patrimonio del nostro paese, ma anche del contatto umano. Stare insieme a persone sempre diverse, per cultura, interessi, lingue e tradizioni. E accogliere ciò che ti danno, senza giudicare né prendere in giro.

Spero di non darvi l'idea di essere troppo bacchettona con questo post.
Nel caso, condividete pure le vostre opinioni nei commenti.

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