giovedì 14 aprile 2016

l'ABC della (buona) guida turistica - #2



Continuo ad interrogarmi sulle caratteristiche della buona guida turistica, dopo aver scritto, con molto gusto, il post n. 1 di questo abbecedario (lettere A, B e C).

Confesso che non è stato facilissimo cimentarmi con la D e la E, ma tanto spunti di riflessione mi sono stati offerti dall'articolo "Vuoi fare la guida turistica? Lascia perdere!".
Il titolo, ironico ma non del tutto, sembra contrastare con la mia convinzione che la guida turistica è il lavoro migliore del mondo, ma in realtà leggendo il testo ho trovato tante cose che condivido. E ho trovato qualche spunto per il mio ABC!
Quindi... proseguiamo!

cosa deve fare una guida turistica


D = Dialettica

Stando a Wikipedia la dialettica è, filosoficamente parlando, l'arte di contrapporre tesi opposte allo scopo di indagare e conoscere la realtà, ma nella nostra lingua questa parola è usata spesso come capacità di dialogare e di discutere, mettendo in relazione tra loro  dati e informazioni, anche diversi, in un unico discorso.

E in questo le guide turistiche sono maestre.
Si, perché illustrare monumenti e città ai turisti non significa solo elencare date, nomi, soggetti dei quadri ed elementi architettonici.
Occorre riunire in un discorso organico e avvincente informazioni ed elementi diversi,  in modo che compongano un quadro d'insieme molto più simile ad una bella storia che ad una lista della spesa.
Perché le destinazioni sono storie da raccontare.


E = Educazione

Mi è stato insegnato a dire "grazie", "prego", "scusi", "per favore".
Da mio padre ho preso la tendenza a dare del lei per paura di sembrare sgarbata e poco rispettosa.
Da me ho imparato che educazione significa anche porsi agli altri con un sorriso, avere modi gentili, porre attenzione alle esigenze altrui, non tediare con le proprie piccole noie, essere pronti a dare una mano.

E come guida turistica applico tutto questo, che è in fondo parte del mio dna.
Non si può proprio vedere una guida musona, che non sorride mai, che sbuffa ad ogni richiesta, che entra nei posti come se fosse la padrona, che ha in mente solo le proprie esigenze (cioè finire il proprio servizio come lei lo ha pensato) senza notare quelle dei clienti. NO NO e NO!


F = Felicità

Si potrebbero scrivere post interi sul concetto di felicità.
Io sarò breve.
Quando al mattino ti alzi con il sorriso mentre pensi alla giornata di lavoro che hai davanti a te ... beh, ditemi voi se non è felicità.
La felicità di fare quello che si ama, di incontrare belle persone, di contribuire alle loro esperienze di scoperta del mondo, di mettere a frutto quello che sai e hai studiato, di avere gli occhi pieni di cose belle (ah, l'Italia!!!) e la mente piena di storie avvincenti.
Felicità :)




Ora tocca a voi!
Cosa avreste scritto invece di "dialettica / educazione / felicità"?
Avete parole da suggerirmi per le prossime lettere?

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